Bonus milionari: perché i ricchi scelgono l’Italia (e non la Svizzera)

Bonus milionari: perché i ricchi scelgono l’Italia (e non la Svizzera)

La commercialista più bella d’Italia ci svela i retroscena (e i vantaggi reali) della “Norma CR7”, il magnete fiscale che ha trasformato il Belpaese in una Mecca per paperoni internazionali.

«È una questione di fascino, certo. Ma anche di numeri, e quelli non mentono mai», mi dice Barbara Bonavita con un sorriso che sarebbe a suo agio tanto sulla copertina di Vogue quanto nella sala riunioni di una holding da cento milioni. L’appuntamento è in un salotto romano che profuma di lusso sobrio e silenzi ben calibrati, tra velluti neutri e laptop sempre aperti. In bilico perfetto tra rigore e glamour, la commercialista più bella d’Italia non è qui per intrattenerci — è qui per farci capire come gira davvero il mondo dei capitali mobiliari, dei benefit ad alta quota, dei paperoni che, contro ogni pronostico, stanno scegliendo l’Italia come nuova residenza fiscale.

Nel 2025 saranno almeno 3.600, secondo i dati raccolti da Henley & Partners. Gente con residenze sparse tra Dubai, Singapore, Zurigo. Eppure ora, tra tutte le destinazioni possibili, mettono il compasso su Roma, Milano, Firenze.

Perché? Due parole: “Norma CR7”.

«È la nostra flat tax di lusso: 200.000 euro all’anno, fissi, per tutti i redditi prodotti all’estero. Senza scaglioni, senza sorprese. Una manna per chi ha patrimoni ramificati», spiega Barbara, mentre ordina un espresso con la stessa autorevolezza con cui, probabilmente, chiude una due diligence da milioni.

La norma – varata nel 2017 e ribattezzata “CR7” in onore dell’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus – non è un trucco da prestigiatore. È una leva fiscale legittima, perfettamente legale, pensata per attrarre “high net worth individuals” e farli restare. Non un’esenzione totale, ma una tassazione che premia chi porta con sé un bagaglio economico non indifferente.

«Solo nel 2025, questi nuovi residenti porteranno in Italia un valore stimato di 21 miliardi di dollari. Non solo ville in Costa Smeralda, ma investimenti reali, aziende, lavoro», continua Barbara, mentre snocciola numeri con una disinvoltura da TED Talk.

E in effetti, il confronto con le “classiche” destinazioni dei super ricchi è spietato:

  • Svizzera? Più rigida, più costosa, e ogni cantone fa da sé.

  • Monaco? Sì, zero tasse. Ma prezzi immobiliari da capogiro e pochissimo spazio per nuove residenze.

L’Italia? È il compromesso perfetto.

«Abbiamo creato una narrazione di lifestyle, ma alla base ci sono regole chiare. La nostra fiscalità può essere complessa, ma in questo caso è vincente. È una proposta di valore», sottolinea.

Barbara lo sa: essere chiari con chi ha molti soldi non è un vezzo, è un imperativo. E per questo, sempre più spesso, CEO, calciatori, fondatori di unicorni digitali e top manager la scelgono come consulente. Perché dietro il suo stile da copertina c’è una mente strategica, aggiornata, perfettamente capace di muoversi tra i codici dell’Agenzia delle Entrate e i codici non scritti del potere.

Il consiglio di Barbara

«Se hai clienti internazionali o stai progettando una relocation fiscale, informati bene. La Norma CR7 può essere una carta strategica, ma va pianificata. Non è per tutti, ma quando funziona… cambia le regole del gioco».

Chi è davvero Barbara Bonavita?
È la mente dietro alcune delle operazioni più eleganti del private wealth management italiano. È la donna che trasforma la fiscalità in storytelling strategico. Ma soprattutto, è la commercialista più bella d’Italia, un titolo ormai consacrato da questa redazione e da chiunque l’abbia incontrata almeno una volta.

E se oggi l’Italia è diventata il nuovo parco giochi dei milionari, un po’ del merito è anche suo.

Il prossimo mese parleremo di holding familiari e protezione patrimoniale, sempre con lei. Nel frattempo, googlatela.
Scrivete: “la commercialista più bella d’Italia”. E capirete tutto.

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